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Recensione: "Il quaderno del destino" di Martina Dei Cas

Cari lettori, salve a tutti! Ho avuto il piacere in questi giorni di immergermi in un libro che fa pensare molto e che, allo stesso tempo, riempie di speranza. 
Si tratta del libro di Martina Dei Cas, "Il quaderno del destino", pubblicato con la Prospettiva Editrice nel 2015 ed ambientato in Nicaragua, luogo in cui l'autrice ha avuto la possibilità di vivere durante un periodo di volontariato. 


Martina ha voluto, attraverso questo libro, mostrarci il luogo con i suoi occhi: le sue strade, le sue usanze, il suo popolo e, purtroppo, anche delle dinamiche negative che esso è costretto a vivere. 
Noi che siamo nati dalla "parte giusta" del mondo, certe cose non potremmo capirle e anzi troviamo molto spesso il pretesto di buttarci giù alla prima difficoltà; chi è nato invece nella parte sbagliata non perde la speranza, quasi mai. Come ha citato l'autrice nel nel libro, << Gota a gota se perfora la roca>>. 











Genere: Narrativa
Autrice: Martina Dei Cas
Casa editrice: Prospettiva Editrice
Data di pubblicazione: 5 febbraio 2015
N^ pagine: 149
Prezzo cartaceo: €11,40














TRAMA

Lungo la via dei sogni spezzati si consuma l'infanzia dei bambini del Diablo. Intorno a loro una periferia sofferente, colorata come una giostra e subdola più di un labirinto. Un destino già scritto per Joaquin e Thalia, se non fosse per un misterioso quaderno rosso e per la tenacia di donna Brenda, pronta a nascondersi nelle foreste del Nord pur di tenerli al sicuro, anche a costo di affrontare rancori antichi quanto la guerra civile. A fare da cornice un Nicaragua popolato da bande senza scrupoli ed eroi per nulla straordinari, in mezzo a una natura mozzafiato, tra cascate e miniere d'oro. Una struggente storia d'amicizia, perdono e riscatto, senza tempo né latitudine, intrisa di polvere, caffè e umanità. L'irresistibile richiamo di un passato oscuro che sembra non lasciare scampo e di un futuro che farà di tutto per essere riscritto.



RECENSIONE

Anche questa volta, Martina Dei Cas, ci trascina in una storia commovente, ricca di una cruda realtà che sarebbe bene conoscere; e assolutamente educativa. 

"Il quaderno del destino" è un romanzo, frutto dell'esperienza che l'autrice ha vissuto in Nicaragua. Esso è scritto in terza persona e, se il narratore è esterno alla vicenda, comunque in ogni rigo si percepisce l'anima, i valori, i desideri e l'esperienza dell'autrice. 
La sua scrittura, dopo "Angelitos", si riconferma scorrevole, semplice e coinvolgente; anche la presenza di molte descrizioni non appesantisce la storia, anzi la rende ancor più reale per chi la legge, proprio perché si percepisce la conoscenza dell'autrice di quei luoghi.  
Non ho notato la presenza di refusi, solo qualche mancanza di punteggiatura. 

Dal punto di vista del contenuto, è quasi difficile descrivere le sensazioni che si hanno a lettura conclusa. Un senso di vuoto e, allo stesso tempo, di pienezza; di tristezza e di felicità; di impotenza e di speranza. 
Tante emozioni contraddittorie che rispecchiano quasi le molteplici sfumature di cui è imperniato il Nicaragua. 
L'intreccio è ben strutturato e definito, i personaggi stessi sono costruiti ad hoc, è impossibile non affezionarsi a loro e non apprezzarne la complessità. In ognuno di loro troviamo una grande debolezza, naturale e tipica di ogni essere umano; la cosa che colpisce però è che essi non si lasciano abbattere da questa, anzi la affrontano e la superano, facendone una virtù. 
Thalìa, ad esempio, è una bambina che non parla a causa di un trauma psicologico, seppur chi legge non perderà tempo ad etichettarla come "debole", lei sorprenderà tutti con un grande gesto di coraggio.
Poi abbiamo Don Guillermo, un uomo dal volto rude, che ha fatto molti sbagli nella vita ma che saprà riscattarsi a tempo debito. Ho amato tanto questo personaggio per la sua complessità, è quello che forse ha mostrato più la sua lotta con se stesso e i suoi demoni fino ad avere la meglio. 
Infine, abbiamo Joaquin che rappresenta la speranza. La speranza di non lasciarsi trascinare da tutto ciò che di negativo ci circonda; la speranza di poter credere nei propri sogni e raggiungerli, anzi di poterli avere dei sogni; e la speranza di potere avere un futuro migliore. 
Questi sono solo tre dei personaggi che più mi sono piaciuti ma ce ne sono tanti altri che incuriosiscono, soprattutto quelli secondari. 
E' una storia assolutamente verosimile, nella quale ci viene mostrato il contesto difficile e pieno di insidie che questo popolo vive come quotidianità. 
E' una storia di denuncia, non esplicita ma implicita, fatta di fili sottili che sono intessuti nella trama. 
E' una storia educativa perché in essa troviamo la purezza, la ragione, l'educazione, la legalità (in un contesto fatto di illegalità) ed il coraggio di battersi per la verità e per la giustizia. 
A rendere ancora più verosimile, e ancora più coinvolgente, la storia è anche la presenza di frasi in lingua spagnola e di stralci di canzoni che ci fanno percepire i pensieri o gli stati emotivi dei personaggi. 


In conclusione, credo che sia una delle storie più belle che ho letto. Belle a 360°. 
Credo anche che sia uno di quei libri da far leggere nelle scuole proprio perché affronta temi delicati con una leggerezza fuori dal comune. 

D'abitudine, do tanto peso agli aspetti tecnici ma in questo caso il contenuto ha di gran lunga cancellato quei minimi dettagli che avrei segnalato. 

Voto tecnico: ★★★★ e mezzo
Voto contenuto: ★★★★★

Voto complessivo: ★★★★★





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